Redesign the Line
Il mondo come lo conoscevamo fino al 21 febbraio 2020 è stato stravolto all’improvviso e tutti i nostri riferimenti sociali sono stati sconvolti. Nei due mesi successivi, abbiamo vissuto l’esperienza dell’isolamento e della quarantena, lunghe file all’entrata dei supermercati, tutti scenari che ci sembravano inimmaginabili. Siamo stati in grado di adattarci e reinventarci in questa fase così straniante e ora ci troviamo alla vigilia di una nuova fase che ci rigetta nel dubbio: dobbiamo re-immaginare il nostro mondo ma in una nuova prospettiva, che non sappiamo quanto durerà, non sappiamo quando potremo tornare a recuperare la fiducia nel nostro ambiente e nelle relazioni umane senza sentirci minacciati da un nemico subdolo ed invisibile: il virus. La sfida che dobbiamo decidere di affrontare ora, nel nostro piccolo e in quanto architetti specializzati nel mondo dell’ospitalità, è di riprogettare i luoghi che dovranno tornare ad accoglierci. Oggi il virus ci costringe a ripensare gli spazi, la fluidità e la mescolanza e ci porta a riconsiderare prepotentemente il concetto di confine, inteso come quella linea che delimita uno spazio da un altro, me da te. Ma siamo sicuri che questa linea debba essere per forza di separazione? O può diventare luogo di unione? Siamo convinti che ci si debba chiudere dietro a dei muri o tornare a delimitare gli spazi, ma forse non è poi così vero. Quando tutto sarà finito avremo bisogno della stessa fluidità e socialità di cui avevamo bisogno prima, anzi forse in modo anche più accentuato. Dunque come fare? Come progettare spazi fluidi ma che delimitino? Viene in nostro soccorso la tecnologia. Il poter gestire molti aspetti attraverso le nuove tecnologie ci permette di rendere essenziali i contatti e riconsiderare gli spazi rinnovandoli. Il che non significa riempirli di oggetti tecnologici, ma progettarli perché possano essere così fluidi da prevedere contemporaneamente e a più livelli la presenza di più persone che interagiscono o che possono isolarsi per connettersi altrove. Pensare, ad esempio, a sale meeting come luoghi di incontro ma anche come bolle nelle quali incontrare i colleghi online, significa creare nuove delimitazioni che possono essere, contemporaneamente, nuove opportunità d’interazione. Quando pensiamo all’innovazione della reception telematica, che scompare e diventa filtro, già abbiamo per le mani fluidità e confine. Nasce così Redesign the line un nuovo concetto progettuale che riorganizza e rivoluziona ma non stravolge i luoghi dell’ospitalità semplicemente parte da ciò che già abbiamo, integrandolo sempre di più nella nostra quotidianità, arricchendo lo spazio e rendendolo sempre più camaleontico e capace di sopperire a nuove esigenze di convivenza.